Mal di denti & Co.: i rimedi della nonna

A colloquio con il dott. Francesco Rossani
A cura di Giuseppe Ingrassia

D – E’ vero che lavarsi i denti con il bicarbonato di sodio li sbianca e li mantiene più puliti?

R – Assolutamente no, anzi, è dannoso. I granuli di bicarbonato di sodio per uso domestico hanno un’azione abrasiva nei confronti di denti e gengive, provocando graffi allo smalto e irritazione delle mucose. E’ vero che il bicarbonato può tamponare la temporanea acidità che si instaura dopo i pasti (fattore favorente lo sviluppo della carie), ma andrebbe disciolto in bocca anziché sfregato. I dentifrici contenenti bicarbonato, per contro, non sono dannosi in quanto in essi il bicarbonato è polverizzato molto finemente ed è disperso in una soluzione acquosa.

D – E i chiodi di garofano? E’ vero che è utile masticarne quando duole un dente?

R – Può sembrare strano, ma è un sistema che ha delle basi scientifiche. Funziona solo se il dolore è dato da una pulpite, cioè un’infiammazione della polpa di un dente molto cariato. I chiodi di garofano contengono eugenolo, una sostanza dallo spiccato effetto antisettico e antinfiammatorio. L’eugenolo bidistillato, ottenuto proprio dai chiodi di garofano, fa parte della dotazione di ogni dentista. Come rimedio di emergenza, quindi, masticare un chiodo di garofano sul dente dolente può essere una buona idea.

D – Gli sciacqui con succo di limone e sale sono davvero efficaci contro le afte?

R – Questo rimedio va scartato. Le afte hanno probabilmente un’origine autoimmunitaria e gli unici farmaci che hanno una qualche efficacia sono dei palliativi che alleviano i sintomi in attesa che il disturbo si risolva spontaneamente. Ultimamente sono usciti in commercio dei dischetti adesivi che proteggono la lesione dallo sfregamento e che quindi aiutano efficacemente a sopportare il fastidio. Il succo di limone non solo è del tutto inattivo contro le afte, ma demineralizza la sostanza dentale provocando dei possibili danni. Il sale, poi, rende solo più sgradevole la miscela.

D – Gli sciacqui con acqua e sale servono a qualcosa?

R – A molto poco. L’acqua salata ha un’azione antisettica molto blanda. Avendo però una certa azione astringente,  gli sciacqui possono essere indicati nel periodo di adattamento ad una nuova protesi mobile.

D – E’ utile servirsi di spazzolini da denti con setole naturali?

R – Sono da evitare. Le setole naturali, sia di origine animale (tasso, zibellino), sia di origine vegetale (fibra di riso), hanno le estremità aguzze e taglienti e di conseguenza graffiano le gengive. Le setole sintetiche, al contrario, vengono arrotondate in fase di produzione e quindi hanno un’azione molto più delicata.

D – Una tradizione popolare suggerisce di detergere i denti con foglie di salvia per renderli bianchi. C’è una base scientifica?

R – La salvia officinalis contiene un olio essenziale ricco di canfora, oltre a sali minerali e vitamine B e C. L’olio essenziale di salvia ha un moderato effetto antinfiammatorio, per cui può dare sollievo in caso di gengivite. Lo sfregamento delle foglie sui denti non ha invece alcun potere sbiancante.


D – E’ vero che gli stuzzicadenti sono pericolosi?

R – Lo stuzzicadenti, se male usato, può in effetti essere dannoso. Va evitato per rimuovere i residui di cibo dagli spazi interdentali perché può lesionare la gengiva. Meglio quindi utiilzzare il filo interdentale. L’uso dello stuzzicadenti è consentito in caso di emergenza solo a chi è portatore di ponti e deve provvedere alla liberazione degli spazi sotto gli elementi sospesi. In linea di massima andrebbe utilizzato il cosiddetto scovolino**, ma lo stuzzicadenti può essere utile a chi ne fosse sprovvisto.

D – Un’ultima raccomandazione?

R – Evitate il fai-da-te. Ricordatevi inoltre che “naturale” non è sinonimo di “innocuo”; molte sostanze “naturali”, se male impiegate, possono provocare danni piuttosto seri. Nel dubbio, meglio chiedere consiglio a persone competenti.

Sbiancamento dentale: domande e risposte

D – E’ possibile sbiancare efficacemente i denti?

R – Sì, oggi sono disponibili prodotti estremamente efficaci con cui è possibile sbiancare i denti con un effetto molto naturale.

D – Tutti possono sottoporsi al trattamento?

R – No. Tutti i prodotti sbiancanti sono efficaci solo sui denti naturali intatti, cioè che siano sani e privi di otturazioni o corone (“capsule”, N.d.R.). Per valutare l’indicazione di un trattamento sbiancante è indispensabile la valutazione da parte del medico.

D – Che prodotti vengono utilizzati?

R – Tutti gli sbiancanti basano la propria azione sul fenomeno chimico dell’ossidazione. Si tratta quindi di sostanze che liberano ossigeno; l’ossigeno riesce ad attraversare lo smalto dei denti e a distruggere i pigmenti colorati assorbiti nel tempo dalla dentina. E’ importante precisare che il prodotto non è efficace sulle pigmentazioni indotte dal fumo, che sono invece facilmente eliminate dalle procedure di ablazione del tartaro.

Video dimostrativo Metadent White System realizzato con la consulenza del dott. F. Rossani

D – Quali sono i tipi di trattamento disponibili?

R – Trascurando i prodotti da farmacia, che personalmente trovo deludenti, esistono due categorie di prodotti professionali: gli sbiancanti che vengono applicati in studio, sotto controllo medico (i cosiddetti sbiancanti “in office”) e gli sbiancanti per uso domiciliare. Nel primo caso è sufficiente una seduta principale, seguita da un richiamo a distanza di 7-10 giorni, per raggiungere l’effetto desiderato. Nel caso dello sbiancamento domiciliare, alla prima seduta il medico rileva un’impronta sulla base della quale il laboratorio odontotecnico realizzerà una “mascherina” personalizzata in plastica morbida. Il medico consegnerà al paziente un kit contenente il gel sbiancante che dovrà essere applicato quotidianamente nella mascherina e con essa inserito sui denti. La procedura dura complessivamente tre settimane. E’ indicata  per chi desidera una estrema gradualità del risultato.

D – Si tratta di trattamenti dolorosi?

R – No. E’ possibile un lieve aumento della sensibilità al caldo e al freddo in concomitanza con il trattamento, per cui spesso si associa allo sbiancamento una terapia desensibilizzante.

D – Ci sono particolari cautele da osservare?

R – A ridosso del trattamento è bene evitare di assumere le sostanze particolarmente coloranti: caffè, tè, vino rosso, barbabietole rosse, eccetera. Oltre, naturalmente, il fumo di sigaretta!

D – Chi fuma può seguire il trattamento?

R – Sì. Ma il risultato rischia di essere presto offuscato dal progressivo depositarsi di catrame e altre sostanze coloranti sulle superfici dei denti.

D – Quanto dura il risultato?

R – Il risultato viene considerato semipermanente. Non si torna quai mai al colore originario: i denti rimangono sempre più chiari. E’ normale avere un po’ di recidiva nel corso del tempo, per cui si consiglia di effettuare dei richiami ogni tanto. Ad ogni modo, la durata dell’effetto è strettamente legata alle abitudini di vita. Consumare molto caffè e molte bevande acide e fumare sono abitudini destinate a macchiare anzitempo il nostro sorriso.

D – E i prodotti “da farmacia”? Funzionano?

R – I prodotti sbiancanti in libera vendita al pubblico hanno concentrazioni di principio ossidante piuttosto basse per motivi di sicurezza. Per la stessa ragione, i risultati sono modesti e di breve durata.