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D – Il vostro studio è il primo in Italia ad applicare tariffe low-cost prenotabili online. Come si concilia il basso costo con la qualità delle prestazioni?

R – Utilizziamo lo stesso sistema delle compagnie aeree. Il low-cost è applicato solo ad una determinata quantità di prestazioni e la tariffa varia secondo l’anticipo con cui viene effettuata la prenotazione.

D – Quindi chi prima arriva meglio alloggia.

R – Sì. In merito alla qualità, non facciamo nessuna differenza tra una seduta prenotata in promozione e una a tariffa piena. Dedichiamo lo stesso tempo e la stessa cura in entrambi i casi, cercando di assicurare lo stesso alto standard qualitativo.

D – Quali sono i servizi che offrite in promozione?

R – Sostanzialmente i servizi legati alla prevenzione: igiene professionale, e trattamenti per denti sensibili In più, offriamo sedute di estetica: sbiancamento dei denti e filler antietà.

D – Non offrite protesi o impianti a prezzi scontati?

R – Assolutamente no. Laddove si tratta di chirurgia o di protesi su misura, lesinare sul prezzo è una follia perché si va necessariamente a scapito della qualità.

D – Che cosa ne pensa dei “viaggi della salute” nei paesi dell’Est europeo?

R – Non metto in dubbio la preparazione e la qualità del lavoro dei colleghi dell’Est: sono sicuramente in grado di offrire prestazioni eccellenti. Il problema è che praticamente tutti i lavori di una certa entità, tra cui gli impianti o le protesi fisse, hanno bisogno di controlli e messe a punto a breve, media e lunga scadenza. Non è un’opzione: è una necessità. Se ogni appuntamento dal medico richiede un biglietto aereo, si finisce per lasciar perdere, finendo così per compromettere tutto il lavoro. Volendo rispettare i necessari interventi di messa a punto e manutenzione, tutta la terapia finirebbe per costare molto di più che se fosse stata eseguita in Italia. Il mio consiglio, quindi, è di rimanere in patria.

D – Tornando al low-cost: richiedete il pagamento anticipato?

R – Sì, è richiesto il pagamento anticipato tramite carta di credito.

D – Il servizio di prenotazione per le prestazioni low-cost è partito di recente. Sta avendo successo?

R – Più del previsto. Sono soprattutto i giovani professionisti e gli studenti universitari ad approfittarne; a quanto pare il passaparola si sta rapidamente diffondendo.

Roma, Via Giuseppe Valmarana 16 (zona Nuovo Salario)

APERTI AGOSTO

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Implantologia: domande e risposte

A colloquio con il dottor Francesco Rossani
a cura di Valeria Abate

Video di un intervento di implantologia con aumento mini-invasivo di osso. A cura del dr. Francesco Rossani

D – Che cos’è un impianto?

R – Un impianto è una vite in titanio che funge da nuova radice in sostituzione di un dente non più presente.

D – Viene quindi inserito nell’osso?

R – Sì, viene inserito nell’osso.

D – I denti mancanti non possono essere sostituiti con dei ponti fissi, anziché ricorrere alla chirurgia?

R – Sì, ma ciò comporta diversi svantaggi. Innanzi tutto, non sempre sono disponibili denti naturali in numero sufficiente da fare da supporto al ponte. In secondo luogo, per poter eseguire un ponte i denti naturali, anche se sani, devono essere limati e ciò comporta un sacrificio biologico non sempre accettabile.

D – Se l’impianto sostituisce la radice, che cosa sostituisce la corona del dente perso?

R – Una corona in titanio-ceramica, avente l’aspetto e la funzione di un dente naturale, che viene fissata all’impianto sottostante.

D – Gli interventi di implantologia sono dolorosi?

R – No, non lo sono affatto. Vengono eseguiti in anestesia locale e spesso i pazienti si stupiscono di quanto sia indolore non solo l’intervento, ma anche il recupero postoperatorio. Di solito è possibile riprendere le normali attività il giorno stesso, magari evitando attività fisiche impegnative (niente kickboxing!).

D – Quando torna a casa, il paziente che cosa si vede in bocca?

R – Di routine, solo qualche punto di sutura. Gli impianti, infatti, hanno bisogno di un certo periodo, che varia dai 3 ai 6 mesi, per poter essere integrati nell’osso ricevente. Durante il periodo di guarigione, è come se il paziente non avesse mai subito alcun intervento: tolti i punti, la gengiva riprende il suo aspetto originario. In attesa di poter montare la corona protesica, se la zona ha un’importanza estetica, viene applicato un provvisorio rimovibile.

D – Quindi, quando si tratta di montare la corona definitiva, bisogna riaprire la gengiva?

R – Sempre secondo routine, sì. Ma si tratta di un’operazione della durata di qualche minuto, totalmente indolore e che non lascia nessun segno: dopo la riapertura di un opercolo di qualche millimetro quadrato, si avvita sull’impianto una vite chiamata, non a caso, vite di guarigione, che ha lo scopo di far guarire in maniera ottimale i tessuti. Il paziente torna a casa senza dolore e senza sanguinamento.

D – Gli impianti possono dare rigetto?

R – No. Gli impianti sono costruiti integralmente in titanio, un metallo totalmente biocompatibile. La superficie degli impianti è trattata in modo che le cellule dell’osso possano letteralmente crescervi addosso, dando origine alla osteointegrazione, ovvero il saldo legame tra l’osso ricevente e l’impianto artificiale.

D – Se un paziente ha molta fretta, è possibile montare subito delle corone sugli impianti?

R – Sì, ma solo in casi molto selezionati. Lo studio di un caso implantare è un momento delicato che richiede esperienza e precisione; sta al medico stabilire le varie opzioni possibili e concordare il da farsi con il paziente.

D – Tutti i pazienti sono idonei all’intervento?

R – No, ci sono dei requisiti da rispettare. Innanzi tutto deve essere presente osso a sufficienza. Esistono delle tecniche chirurgiche per l’aumento della quantità di osso, ma ci sono dei minimi al di sotto dei quali il rapporto costo/beneficio non è più vantaggioso. Inoltre è importantissima la motivazione del paziente, che deve impegnarsi a non fumare e a mantenere un’igiene scrupolosissima. Un intervento eseguito alla perfezione può fallire in pochi mesi per incuria da parte del paziente. Infine ci sono dei fattori prettamente medici che devono essere presi in considerazione nello studio del caso (diabete, osteoporosi).

D – E’ vero che prima di affrontare l’intervento bisogna sottoporsi a una TAC?

R – Non sempre; alcuni casi possono essere pianificati con una semplice ortopanoramica o con una radiografia endorale digitale. Spesso però il medico richiederà un esame di tipo  Dentascan, che in effetti è un tipo di TAC specifico per la chirurgia orale. Il vantaggio di questo esame è di permettere uno studio tridimensionale dell’anatomia individuale del paziente.

D – Ci sono cose che possono andare storte durante l’intervento?

R – Come ogni atto medico, sono possibili delle complicazioni, che molto raramente sfociano in problemi seri. La complicazione più frequente, sia pure relativamente rara, è il mancato attecchimento dell’impianto per colpa di batteri che si insediano tra metallo e osso. Proprio per evitare questa evenienza l’intervento viene svolto in un allestimento simile a quello di una sala operatoria ospedaliera, dove ogni superficie di lavoro è sterile. Qualora l’impianto fallisse, tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente sostituirlo per ottenere il successo della terapia.