ZEROCARIE

Dire addio a carie, estrazioni, anestesie e cure costose è il sogno di tutti i pazienti. Ed è il sogno di alcuni dentisti; perlomeno è il nostro sogno. Vorremmo pazienti in perfetta salute orale e limitare la nostra assistenza al mantenimento di questa condizione.

Utopia? NO! E’ UN SOGNO REALIZZABILE AL 100%!

La “bacchetta magica” per realizzarlo esiste e funziona: si chiama prevenzione. Finora, in Italia, la prevenzione è poco diffusa. Manca l’informazione e la volontà di proporla da parte di molti medici. Noi, invece, che facciamo della prevenzione la nostra bandiera, abbiamo lanciato il progetto ZEROCARIE.

Vi presentiamo due famiglie:

famiglie

Queste due famiglie sono molto simili:

entrambi i genitori lavorano e i due figli sono in età scolare.

Queste due famiglie sono molto diverse:

  • I signori Bianchi ricorrono al dentista solo “quando serve”, ovvero quando fa male un dente o qualche vecchia otturazione si rompe. I signori Bianchi sono terrorizzati sia dalle cure odontoiatriche sia dalle spese che comportano. Ogni volta che un membro della famiglia si fa visitare, il dentista riscontra la necessità di effettuare altre cure, oltre a quella d’urgenza. I signori Bianchi sono persuasi che il dentista sia troppo “allarmista” e, non volendo affrontare la spesa di cure supplementari, risolta l’urgenza interrompono le cure. Ogni tanto, però, accade che si rendano davvero necessarie cure importanti e costose; a malincuore, i signori Bianchi devono tornare dal dentista.
  • I signori Verdi hanno scelto di proteggersi con ZEROCARIE. Lo studio dentistico provvede a valutare lo stato di salute orale di ciascun familiare e sviluppa un piano di prevenzione specifico. I signori Verdi sono sereni: non dovranno far altro che mantenere una buona igiene orale, secondo le istruzioni fornite dal personale, e presentarsi agli appuntamenti di controllo e profilassi. Se anche dovessero svilupparsi nuove carie, saranno trattate in fase iniziale e a COSTO ZERO. I signori Verdi dormono sonni tranquilli: sanno esattamente quanto spenderanno annualmente per la salute orale della famiglia (molto meno dei signori Bianchi!) e sanno che non dovranno affrontare spiacevoli sorprese.

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Otturazioni dentarie: quanto durano?

Per determinare la reale durata dei diversi tipi di otturazione, alcuni ricercatori britannici hanno riunito la più grande quantità di dati finora utilizzata a questo scopo delle prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale in due regioni della Gran Bretagna: Galles e Inghilterra. I risultati, pubblicati recentemente dal British Dental Journal, forniscono una stima accurata della longevità delle otturazioni, su cui i professionisti possono basare le proprie decisioni. “Dall’analisi della grande quantità di dati disponibile è emerso che le otturazioni in amalgama e realizzate su una singola superficie hanno una durata maggiore rispetto a tutte le altre tipologie: infatti  il 58% di esse  a 10 anni dalla realizzazione non ha ancora bisogno di sostituzione o di ulteriori interventi” spiega Trevor Burke, docente di cure primarie odontoiatriche presso la University of Birmingham School of Dentistry, in Gran Bretagna. “Un buon risultato, però, è ottenuto anche dalle otturazioni in amalgama più ampie, come le mesio-occluso-distali: tra queste, infatti, il 43% ha una tenuta perfetta a 10 anni dalla realizzazione. Tra le otturazioni in cemento vetroionomerico, generalmente utilizzate per le cavità di V classe (le otturazioni al colletto, N.d.R.) , solo il 38% sopravvive a 10 anni mentre una durata intermedia è stata riscontrata per le otturazioni in composito, prevalentemente utilizzate per le cavità di classe II e IV. Poiché questi ultimi tipi di otturazioni non sono eseguiti su grandi cavità in denti posteriori che sopportano carichi maggiori, è lecito pensare che la loro durata sarebbe ancora inferiore nel caso venissero utilizzate dove oggi il sistema sanitario nazionale (britannico) consente di seguire esclusivamente otturazioni in amalgama.

Le otturazioni ancora integre a 10 anni possono naturalmente durare anche più a lungo, ma le stime attuali si fermano qui perché non è semplice seguire un grande numero di persone per un periodo ancora più esteso.” Per dare un’idea dell’ampiezza dei dati da cui nascono queste valutazioni, e da cui deriva anche la loro affidabilità, basti sapere che raccolgono tutte le prestazioni odontoiatriche di 80.000 pazienti adulti tra cui 503.965 otturazioni realizzate in un periodo di 11 anni per il 1991 e il 2001. L’analisi dei dati ha fornito anche informazioni riguardanti direttamente gli odontoiatri, per esempio il fatto che le otturazioni realizzate da professionisti giovani tendono ad essere più longeve rispetto a quelle dei più anziani. “Non è facile trovare una spiegazione a questo dato, ma pensiamo sia logico ritenere che gli odontoiatri che hanno terminato gli studi da poco tempo a disposizione indicazioni strumenti più moderni per intervenire quando necessario nel modo più efficace e realizzare così otturazioni che durano nel lungo periodo” sostiene il docente; “ma tra tutte le considerazioni che si possono ricavare da 11 anni di trattamenti odontoiatrici alla popolazione, crediamo che una delle principali sial il fatto che l’amalgama è ancora oggi il materiale per la cura delle lesioni cariose che maggiormente garantisce una prevedibile e soddisfacente longevità.”

“How long do direct restorations placed within the general dental services in England and Wales survive?” – Br Dent J 2009; 206(1):E2

Ricostruzioni dentarie e otturazioni

A colloquio con il dottor Francesco Rossani
a cura di Giuseppe Ingrassia

D – Quanti materiali per otturazione esistono?

R – I materiali per otturazione definitiva sono quattro: l’amalgama d’argento, la famiglia dei cosiddetti sistemi vetro-ionomerici, le resine composite  e l’oro.

D – L’oro?

R – Sì, oro puro. In realtà non viene quasi più usato perché è di difficile applicazione, è molto costoso ed è di colore giallo, per cui spesso viene rifiutato dal paziente per motivi estetici. Inoltre si presta solo per le otturazioni di dimensioni medio-piccole. Ma quanto a ermeticità, caratteristiche meccaniche  e durata nel tempo, è insuperabile.

D – L’amalgama d’argento è la cosiddetta “piombatura”?

R – Sì, ma non contiene affatto piombo. Si tratta di una lega di argento, mercurio e piccole quantità di altri metalli. Ha il pregio di essere una lega metallica che, dopo la miscelazione, indurisce a freddo, dando luogo ad un’otturazione dalle ottime caratteristiche meccaniche.

D – Spesso si parla di presunta tossicità di questo materiale. E’ vero che rilascia mercurio nell’organismo e che quindi può essere molto nocivo per la salute?

R – No. La letteratura scientifica internazionale ha dimostrato che questo materiale non è tossico e che la quantità di mercurio rilasciata nell’organismo è del tutto trascurabile. Una scatoletta di tonno contiene più mercurio di quello rilasciato in un anno da quattro otturazioni medie. Inoltre, il mercurio assunto cronicamente per ingestione necessita, per essere assorbito dall’organismo, di sostanze leganti dette carriers, presenti in quantità limitata. Ciò vuol dire che, per bassi dosaggi, non è possibile assorbire più di una determinata quantità giornaliera. Diverso è il caso dei vapori di mercurio, che sono in effetti tossici, e che vengono rilasciati durante la lavorazione dell’amalgama. I soggetti più esposti sono, in questo caso, gli odontoiatri. Per tale motivo il materiale viene manipolato seguendo apposite norme di sicurezza. Ad ogni modo, l’amalgama è stato oggetto di progressivo abbandono da parte delle case produttrici per aumentare il mercato dei più remunerativi materiali compositi.

URGENZA

D – Prima ha menzionato i sistemi vetro-ionomerici: che cosa sono?

R – Sono dei materiali raccomandati soprattutto per le otturazioni dei bambini, in quanto rilasciano fluoro e quidni svolgono anche un’azione preventiva nei confronti della carie. Vengono considerate come otturazioni provvisorie a lungo termine, per cui si tende a non mantenerle a tempo indeterminato nell’adulto.

D – E le resine composite?

R – Le resine composite sono materiali estetici, aventi cioè lo stesso colore dei denti. Sono composti da una resina caricata con particelle ceramiche.

D – In quali casi sono indicate?

R – In tutti i casi in cui vi sia un’importante esigenza estetica. Le resine composite di ultima generazione consentono di ricostruire anche denti soggetti a grandi forze masticatorie, come i molari, a patto che il dente non sia troppo distrutto.

D – Una raccomandazione per chi ha qualche dente già otturato?

R – Sì, quella di mantenere scrupolosamente l’igiene orale. Spesso i pazienti tendono a pensare che i denti otturati siano indistruttibili e che non possano cariarsi di nuovo. non è così. Anche un’otturazione eseguita in maniera impeccabile, se trascurata, corre il rischio di lasciar infiltrare una nuova carie tra sé stessa e il dente. Un accurato mantenimento dell’igiene, e ogni tanto qualche visita di controllo, possono scongiurare parecchi guai.