Smettere di fumare con l’ipnosi

L’ipnosi, nonostante l’immagine distorta fornita da film e fumetti, è un fenomeno naturale che tutti sperimentiamo varie volte al giorno: sogni ad occhi aperti, azioni compiute automaticamente, alterata percezione del tempo che passa… sono tutti fenomeni di tipo (auto)ipnotico. Di fatto, anche l’ipnosi indotta da un altro individuo (ad esempio il medico) è una auto-ipnosi: nessuno ha infatti la facoltà di indurre l’ipnosi contro la volontà del soggetto. In campo odontoiatrico, l’ipnosi può essere utilizzata per controllare (o, spesso, annullare) l’ansia correlata con le terapie; in tal caso prende il nome di Sedazione Senza Farmaci (SSF). Un’altra applicazione in campo odontoiatrico consiste nell’aiutare il paziente ad abbandonare l’abitudine al fumo, oppure nel motivarlo alla corretta esecuzione delle manovre di igiene orale. L’ipnosi in campo odontoiatrico non ha uno scopo psicoterapeutico. Di seguito riportiamo alcune domande frequenti sull’argomento.

D: Esistono persone che non si prestano ad essere ipnotizzate?

R: Sì, ma sono molto rare. Praticamente tutti possono essere ipnotizzati, a condizione che lo vogliano.

D: Durante l’ipnosi si perde coscienza?

R: No, durante il trattamento si rimane perfettamente coscienti.

D: E’ vero che ciò che avviene durante l’ipnosi viene poi dimenticato?

R: No, di solito si ricorda tutto.

D: E’ possibile che alla persona ipnotizzata vengano impartiti ordini contro la sua volontà e che questi vengano poi eseguiti?

R: No, non è possibile impartire ordini in contrasto con le convinzioni etiche, morali e religiose dei soggetti.

D: Come funziona una seduta per cessare di fumare?

R: Il paziente viene guidato attraverso un percorso immaginario che lo porta in un profondo stato di rilassamento. Spesso vengono utilizzate delle suggestioni visive ed il paziente si ritrova mentalmente in uno scenario di tranquillità. L’ingresso nello stato di ipnosi avviene attraverso la cosiddetta induzione; una volta che l’ipnosi è profonda, vengono date delle suggestioni che vertono sulle sensazioni positive collegate alla libertà dal fumo. L’effetto di queste suggestioni agisce anche e soprattutto oltre il termine della seduta.

D: E’ possibile che durante l’ipnosi affiorino sensazioni o ricordi sgradevoli?

R: Sì, è possibile, ma ciò è di solito dovuto ad un “errore di scenario”, ovvero quando il paziente si ritrova in un luogo immaginario che gli ricorda episodi dolorosi o traumatici. Per tale motivo tutti i pazienti vengono sottoposti ad un accurato questionario, allo scopo di personalizzare al massimo la procedura e scongiurare tale rischio.

D: E’ possibile non risvegliarsi dall’ipnosi?

R: No, non è possibile. Il risveglio avviene in maniera analoga all’essere distolti da un pensiero quando squilla il telefono o qualcuno ci chiama.

D: E’ possibile smettere di fumare con l’ipnosi?

R: Sì, è possibile. Il punto di partenza, comunque, è che il paziente desideri smettere.

D: Quante sedute servono?

R:  Per la cessazione dal fumo, basta di solito una seduta della durata di circa un’ora, più il tempo necessario al colloquio.

Puoi smettere di fumare in un’ora, senza sintomi di astinenza e senza ricorrere alla tua forza di volontà. La chiave del successo sta nella tua decisione di smettere e nel lavoro di squadra con il medico. Il lavoro deve essere compiuto insieme, non può essere fatto al posto tuo!

Non importa da quanti anni tu fumi, o quante sigarette/pacchetti al giorno consumi. Se decidi di smettere, se veramente lo vuoi, smetterai. Senza irritabilità. Senza il desiderio di mangiare di più. Semplicemente e naturalmente.

  • Fumare 20 Camel Filters al giorno costa  1292,28 all’anno (€ 107,69 al mese). Se vuoi calcolare quanto costa il tuo fumo, visita questo link.
  • Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. (Fonte: Ministero della Salute)
  • Il tabacco è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive ed altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie. (Fonte: Ministero della Salute)
  • Il fumo in gravidanza  aumenterebbe il rischio di mortalità perinatale del 23% e di difetti congeniti al nascituro del 13%. (Fonte: Sanihelp.it)
  • Più di 600 mila morti l’anno nel mondo sono causati dal fumo passivo, pari all’1% di tutti i decessi. 165 mila di queste morti riguardano bambini. I fumatori non mettono a rischio solo la propria salute, ma anche quella di 1,8 miliardi di non fumatori. (Fonte: Ministero della Salute, riportato da fumopassivo.net)

  • Se hai davvero deciso di smettere, funzionerà.
  • Non è richiesta la tua forza di volontà né alcuno sforzo particolare.
  • Nel momento in cui inizierai la seduta, sarai già di fatto un non fumatore*.
  • Gli effetti della cessazione dal fumo con l’ipnosi sono permanenti*.
  • L’ipnosi non è una pratica magica e non fa parte delle “medicine alternative”: è un fenomeno naturale e spesso spontaneo.

*In circa l’80% dei casi.

(e il medico risponde)

“Vorrei smettere di fumare ma ho paura di farlo.”

Il fumo è una vera dipendenza, che controlla la vita del fumatore. E’ frequente il timore di ritrovarsi privati di qualcosa, con le giornate svuotate di gratificazione e di stimolo. In breve, il fumatore ha paura di deprimersi una volta privato della sua rassicurante abitudine. Ciò che il fumatore non immagina è che avverrà esattamente il contrario: la vita acquisterà un nuovo sapore e sarà riempita dalla enorme gratificazione data dall’aver ripreso il controllo sul proprio benessere.

“Ho già smesso di fumare in passato, ma l’astinenza è stata troppo dolorosa e così ho ricominciato.”

L’astinenza farmacologica dalla nicotina dura al massimo un paio di giorni. Il fumatore è di solito convinto che la sua durata si protragga per mesi o anni; questa convinzione è talmente radicata da auto-avverarsi. Il fumatore quindi sta male proprio come temeva di stare. E’ un fenomeno di suggestione legato all’aspettativa, simile a quello che si verifica quando un bambino dice “Ahi!” prima ancora che gli sia stata fatta la puntura.

“Vorrei smettere di fumare, ma la sigaretta mi serve per concentrarmi sul lavoro.”

Non è vero. Tu credi che la sigaretta ti aiuti a concentrarti e questa tua convinzione alimenta una suggestione che… funziona. L’ipnosi lavora spezzando questo tipo di suggestione e rendendoti capace di concentrarti anche senza la sigaretta.

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Stress e malattia parodontale sono collegati?

Il legame tra la malattia parodontale e  stati emozionali negativi come stress e depressione è stato spesso studiato senza riuscire a definire con certezza in quale misura la relazione sia dovuta ai mutamenti fisiologici oppure ai comportamenti che questi stati d’animo portano, come il fatto di trascurare l’igiene orale nei periodi più difficili. Un recente studio statunitense ha evidenzato che gli stati ansiosi e di depressione possono direttamente causare l’infiammazione dell’parodonto. “L’elemento più sorprendente emerso dalla nostra ricerca risiede nel fatto che proprio lo stress e la depressione quotidiani prolungati nel tempo, più che le loro manifestazioni acute, ma di durata limitata, attivano i processi fisiologici che portano all’indebolimento del sistema immunitario,  il quale non riesce più a contrastare efficacemente la proliferazione dei batteri nei tessuti parodontali” afferma Amy Rosania, ricercatrice presso il Dipartimento di psicologia del Bates College di Lewiston negli Stati Uniti. I motivi per i quali questo processo si mette in moto possono essere vari: uno studio di Marcenes del 1992, per esempio, ha dimostrato che lo stress dovuto al lavoro può essere associato alla progressione della malattia parodontale, mentre una ricerca di Arowojolu del 2006 ha evidenziato  che gli studenti universitari nel periodo a ridosso degli esami mostrano livelli di infiammazione parodontale più elevati rispetto ai colleghi che non devono affrontare eventi stressanti.

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Se lo stato di stress o di depressione con le sue implicazioni a livello fisiologico e ormonale si prolunga, si creano le condizioni di sviluppo di un’infiammazione cronica. La ricerca di Rosania, pubblicata on-line  e in attesa di pubblicazione, ha sottoposto a visita odontoiatrica e a test psicologici 45 pazienti parodontali. Dall’analisi dei dati  è emerso che lo stato depressivo è direttamente correlato alla perdita di denti, e che lo stress è legato la perdita di attacco clinico indipendentemente dal fatto che il paziente mantenga un buon livello di igiene orale; questo significa, appunto, che lo stato emotivo di per sé influisce sullo sviluppo dell’infiammazione. Ciò non significa, in ogni caso, che il fatto di trascurare l’igiene orale non abbia a sua volta effetti negativi: stress e depressione portano a ridurre l’uso dello spazzolino e questo non può che aumentare il rischio di sviluppare o cronicizzare la malattia parodontale.

“Stress, depression, cortisol and periodontal desease” J Periodontol 2008 [Epub ahead of print]